Data pubblicazione: 14 Luglio 2026
Glossario delle voci dell'estratto conto bancario: cosa significano (davvero)
Su un forum di categoria, anni fa, un collega confessava: "Trovo per la prima volta in E/C la voce 'Ordine E Conto' relativa a un'entrata. Immagino sia una cosa banalissima ma non riesco a focalizzarla". Risposta di un altro utente: "È un modo diverso di dire bonifico". Tutto qui.
Le descrizioni degli estratti conto sono scritte dalle banche per le banche: sigle, formule notarili, abbreviazioni che cambiano da istituto a istituto. Chi deve registrarle in contabilità si trova a decifrarle una per una. Questo glossario spiega le voci che si incontrano davvero, raggruppate per famiglia, e per ciascuna dice la cosa che conta: come trattarla quando la registri.
I saldi (non sono tutti uguali)
Saldo contabile
È la somma algebrica di tutti i movimenti registrati sul conto, ordinati per data contabile, fino a una certa data. È il saldo "ufficiale" dell'estratto conto, quello con cui deve quadrare il partitario del conto banca in contabilità. Quando a fine mese confronti la tua prima nota o il tuo gestionale con la banca, il riferimento è questo — non il disponibile, non il liquido. Se non coincide con il saldo contabile della tua contabilità, qui c'è il metodo per trovare la differenza.
Saldo disponibile
È la parte del saldo che il correntista può effettivamente utilizzare in quel momento. Differisce dal contabile perché esclude le somme non ancora disponibili (tipicamente assegni versati in attesa di maturazione) e include l'eventuale affidamento: un conto con saldo contabile di 1.000 € e fido di 5.000 € ha un disponibile di 6.000 €. Ai fini contabili non si registra nulla sul disponibile: è un'informazione operativa, utile a chi dispone i pagamenti, non a chi tiene i conti.
Saldo liquido (o per valuta)
È il saldo calcolato ordinando i movimenti per data valuta anziché per data contabile: è la base su cui la banca conteggia gli interessi, attivi e passivi. Può divergere dal contabile per giorni, soprattutto con assegni e incassi. Non va mai usato per registrare o quadrare: serve solo a controllare il calcolo delle competenze.
Estratto conto scalare (staffa)
È il prospetto che accompagna l'estratto conto ordinario e riporta i saldi per valuta con i relativi giorni di permanenza (i "numeri" creditori e debitori): è il documento con cui la banca giustifica il calcolo degli interessi. Per lo studio ha due usi: verificare le competenze addebitate e ricavare i saldi giornalieri per il calcolo della giacenza media (ISEE, quadro RW) — che puoi ottenere anche direttamente dal PDF dell'estratto conto con il calcolatore gratuito di giacenza media.
Le date
Data contabile (data operazione) vs data valuta
La data contabile è il giorno in cui la banca registra l'operazione; la data valuta è il giorno da cui l'importo inizia a produrre (o smettere di produrre) interessi. Per la registrazione in contabilità si usa sempre la data contabile: è quella che rispetta l'ordine cronologico ex art. 2216 c.c., mentre la valuta crea sfasamenti artificiali a cavallo di mese e d'anno. Il dubbio è un evergreen dei forum di categoria dal 2009: qui la risposta completa.
Accrediti e incassi
Bonifico SEPA (SCT)
Il bonifico "ordinario" europeo (SEPA Credit Transfer): accredito di norma entro un giorno lavorativo dall'addebito all'ordinante. La descrizione contiene ordinante, causale e un codice identificativo (TRN, l'erede del vecchio CRO): sono i tre elementi con cui abbinare l'incasso alla fattura. Se la causale è muta ("saldo", "pagamento"), l'ordinante resta l'aggancio più affidabile.
Bonifico istantaneo (SCT Inst)
Come il bonifico SEPA, ma con accredito in pochi secondi, 24 ore su 24, weekend e festivi inclusi — quindi può comparire con date che un bonifico ordinario non avrebbe mai (una domenica, il 1° gennaio). Dal 9 gennaio 2025 le banche non possono farlo pagare più di un bonifico ordinario e dal 9 ottobre 2025 è caduto il tetto di 100.000 € per operazione, anche se ogni istituto può fissare massimali propri (Reg. UE 2024/886). Contabilmente è un bonifico a tutti gli effetti: cambia solo la velocità.
"Ordine e conto"
Dicitura con cui alcune banche descrivono un accredito da bonifico: la banca accredita la somma "per ordine e conto" del soggetto che ha disposto il pagamento (a volte per il tramite di un'altra banca). È la voce del thread citato in apertura: sembra esoterica, è un bonifico in entrata. Si registra come tale, identificando l'ordinante nella descrizione; se l'ordinante non è riconoscibile, vale la prassi del conto transitorio (vedi sotto).
Accrediti POS / pagobancomat
Gli incassi da carte arrivano sul conto in blocco (un accredito per giornata o per distinta, non per singola transazione), sfasati di uno o più giorni lavorativi rispetto alla vendita e, a seconda del contratto con l'acquirer, al lordo o al netto delle commissioni (nel primo caso trovi un addebito commissioni separato, spesso mensile). Tre caratteristiche che li rendono la causa più frequente di squadrature con i corrispettivi: l'incasso di fine mese finisce nel mese dopo e gli importi non coincidono mai al centesimo.
RiBa (ricevuta bancaria)
Strumento di incasso elettronico tipico dei rapporti tra imprese: il fornitore presenta alla propria banca la disposizione, il debitore riceve l'avviso e paga entro la scadenza. Sull'estratto conto del creditore compare l'accredito (spesso "salvo buon fine", con commissioni dedicate); su quello del debitore l'addebito "pagamento RiBa". Attenzione all'insoluto: se il debitore non paga, la banca riaddebita l'importo già accreditato sbf, con spese — va registrato riaprendo il credito, non come costo generico.
MAV e RAV
Due bollettini "mediante avviso" che si somigliano solo nel nome. Il MAV (pagamento MediAnte aVviso) è usato da condomìni, università, casse previdenziali: pagabile in qualsiasi banca o in posta, di norma senza commissioni. Il RAV (Ruoli mediante AVviso) riguarda i ruoli, cioè somme iscritte dall'agente della riscossione (cartelle, bolli, sanzioni). Ai fini della registrazione la differenza conta: il MAV è il pagamento di un debito ordinario, il RAV va agganciato alla cartella o al ruolo sottostante.
Anticipo fatture / SBF (salvo buon fine)
Con l'anticipo fatture (o l'incasso RiBa sbf) la banca anticipa all'impresa l'importo di crediti non ancora scaduti: sull'estratto conto compaiono accrediti dal conto anticipi e, alla scadenza, i giri di chiusura. La clausola "salvo buon fine" significa che se il debitore non paga, la banca si riprende l'anticipo. Il punto contabile essenziale: l'anticipo non è un ricavo né un incasso del cliente — è un debito verso la banca, che si chiude quando l'incasso vero arriva a buon fine.
Addebiti e pagamenti
SDD (ex RID)
Il SEPA Direct Debit è l'addebito diretto europeo: il creditore, su mandato firmato dal debitore, preleva direttamente dal conto (utenze, telefono, canoni, rate di leasing). Dal 2014 ha sostituito il vecchio RID italiano — se il gestionale o il piano dei conti parla ancora di RID, è la stessa cosa. Esiste in due versioni: Core, con diritto di rimborso entro 8 settimane dall'addebito autorizzato (13 mesi se non autorizzato), e B2B tra imprese, senza rimborso per gli addebiti autorizzati. Ogni SDD in estratto conto corrisponde a una fattura o a un contratto: la descrizione riporta il creditore e spesso il codice mandato.
F24 addebitato
La delega di pagamento unificata di imposte e contributi: sull'estratto conto compare come "DELEGA F24" (o "I24") con addebito alla data di scadenza, in un'unica cifra che dentro può contenere IVA, ritenute, INPS e tributi locali compensati tra loro. Per registrarla serve la delega: dall'estratto conto vedi solo il totale. Caso limite da ricordare: l'F24 a saldo zero (tutto compensato) non transita affatto sul conto — se cerchi l'addebito non lo troverai mai.
Giroconto
Trasferimento di fondi tra conti della stessa intestazione (tra banche diverse viaggia tecnicamente come bonifico, ma la sostanza non cambia: nessun costo, nessun ricavo, solo denaro che si sposta). In contabilità va registrato in coppia: uscita da un conto, entrata sull'altro, stesso importo. Il giroconto "a metà" — registrato su un conto solo — è un classico delle squadrature: la banca A quadra, la banca B no (ne parliamo qui).
Assegno bancario vs assegno circolare
L'assegno bancario è tratto dal correntista sul proprio conto: la copertura non è garantita, e tra emissione e addebito possono passare giorni o settimane (gli assegni emessi e non ancora addebitati sono la voce principe del prospetto di raccordo al 31/12). L'assegno circolare è emesso dalla banca stessa, con provvista già accantonata: incasso certo. In entrambi i casi, per importi da 1.000 € in su la clausola di non trasferibilità è obbligatoria. Sull'estratto conto l'addebito riporta il numero dell'assegno: è la chiave per abbinarlo al pagamento registrato.
Costi e competenze
Competenze
Voce ombrello con cui la banca liquida periodicamente interessi, commissioni e spese. Dal 2016 (art. 120 TUB e delibera CICR) gli interessi — attivi e passivi — sono conteggiati una volta l'anno al 31 dicembre, e quelli debitori diventano esigibili il 1° marzo successivo; commissioni e spese di tenuta conto seguono invece la periodicità dell'estratto (mese o trimestre). Sono addebiti che nessun documento del cliente annuncia: se la contabilità non quadra per pochi euro, cerca prima di tutto qui.
Ritenute (sugli interessi attivi)
Quando il conto matura interessi attivi, la banca opera una ritenuta del 26% alla fonte: sull'estratto conto la trovi come voce separata accanto all'accredito degli interessi (o già nettata nel prospetto competenze). Per le persone fisiche private è a titolo d'imposta (fine della storia); per imprese e società è a titolo d'acconto, quindi va registrata come credito verso l'erario, non come costo.
Canone e imposta di bollo
Il canone è il costo di tenuta del conto, addebitato con la periodicità prevista dal contratto. L'imposta di bollo sull'estratto conto è invece un tributo che la banca si limita a riscuotere: 34,20 € l'anno per le persone fisiche (con esenzione se la giacenza media annua non supera 5.000 €) e 100 € l'anno per gli altri soggetti, addebitata pro quota a ogni rendicontazione. Due nature diverse, due registrazioni diverse: il canone è un costo per servizi bancari, il bollo un'imposta.
Voci da situazioni particolari
"Passaggio a crediti scaduti" (o crediti risolti)
Compare quando il rapporto si deteriora: la banca revoca gli affidamenti e trasferisce il saldo passivo del conto a una posizione di credito scaduto/deteriorato, chiudendo l'operatività ordinaria. Su un forum di categoria un collega, davanti alla dicitura "passaggio a crediti risolti/scaduti, trasferimento del saldo a vostro debito", si chiedeva se servisse chissà quale scrittura: la risposta dei colleghi fu lapidaria — "Restano debiti verso banche". Ed è così: cambia la classificazione per la banca (e la segnalazione in Centrale Rischi), non la natura della posta per l'azienda.
Le coordinate
ABI, CAB, IBAN
L'ABI (5 cifre) identifica la banca, il CAB (5 cifre) la filiale: sono i mattoni storici delle coordinate italiane, oggi inglobati nell'IBAN, che in Italia è lungo 27 caratteri (IT + 2 cifre di controllo + CIN + ABI + CAB + numero di conto). Per chi tiene contabilità multi-banca l'ABI è ancora utile: permette di riconoscere a colpo d'occhio da quale istituto proviene un estratto conto o verso quale banca è partito un giroconto.
Come lavorare sulle voci (invece di decifrarle una per una)
Un conto è conoscere le voci, un altro è filtrarle. Con l'estratto conto in PDF puoi solo leggere riga per riga; con i movimenti in Excel puoi isolare in un filtro tutti gli SDD, tutte le competenze, tutti gli accrediti POS del trimestre — e registrarli in blocco, per famiglia, com'è naturale fare. È il presupposto anche della prima nota banca e della riconciliazione bancaria in Excel.
Il passaggio dal PDF alle colonne pulite è l'unico punto dove non serve mestiere ma solo tempo — a meno di non delegarlo: un convertitore specializzato in estratti conto bancari trasforma il PDF in Excel/CSV in circa un minuto, con data, descrizione e importo già separati (qui il confronto con i metodi fai-da-te). Se il PDF è protetto da password, prima puoi sbloccarlo gratis con lo strumento sblocca-PDF, direttamente nel browser.
Converti il tuo estratto conto in Excel
Trasforma i PDF bancari in Excel o CSV in pochi minuti. Supportiamo oltre 50 banche italiane. Prova gratis, senza registrazione.
Prova gratis oraDomande frequenti
Che differenza c'è tra saldo contabile e saldo disponibile?
Il contabile è la somma dei movimenti registrati per data contabile; il disponibile è quanto puoi effettivamente utilizzare ora (esclude le somme non ancora disponibili, include il fido). In contabilità conta solo il contabile.
"Ordine e conto" cosa significa?
È un modo con cui alcune banche descrivono un accredito da bonifico: la banca accredita "per ordine e conto" di chi ha disposto il pagamento. Si registra come un normale bonifico in entrata.
Si registra per data contabile o per data valuta?
Per data contabile, sempre: rispetta l'ordine cronologico ex art. 2216 c.c. La valuta serve solo agli interessi. Approfondimento qui.
Perché gli accrediti POS non coincidono con i corrispettivi?
Perché arrivano in blocco, sfasati di uno o più giorni e a volte al netto delle commissioni. Vanno riconciliati per distinta, non per singola vendita.
Manca una voce in questo glossario?
Le descrizioni cambiano da banca a banca: se ne incontri una che non torna, nella maggior parte dei casi è una variante locale di bonifico, SDD, competenze o partite sbf. In caso di dubbio, la contabile bancaria (il documento di dettaglio della singola operazione, scaricabile dall'home banking) scioglie quasi sempre l'ambiguità.